Albertina d'Urso
Con l’occhio attento e creativo di chi sa guardare il mondo, Albertina d’Urso cattura nella sua macchina fotografica immagini ed emozioni e poi le ripresenta al pubblico. Scene di guerra, istantanee di culture lontane escono dalla sua camera oscura e si fanno opere d’arte.
Albertina d'Urso (Milano, 1976) ha un passato da sciatrice e da modella ed ha speso la maggior parte della sua vita viaggiando. Si è costruita presto un buon network di clienti per ritratti commissionati, pubblicità (Lifegate Jeans, Goonnet...), corporate (Ing Direct, Google...) eventi (Volzwagen golf master, Eleven Milano...) e backstage (Fabrizio Ferri, Terence Trent D'Arby...) e, nel frattempo, ha realizzato, di sua iniziativa, reportages sociali e naturalistici in diversi angoli del mondo. Alcuni di questi sono diventati libri e mostre di successo.
Nel 2006 ha partecipato alla "Missione del comune di Milano a Kabul", un lavoro teso ad evidenziare le conseguenze della guerra in Afghanistan e gli sforzi della missione ISAF 8 e delle organizzazioni non governative italiane per ristabilire la situazione, culminato con la mostra "Milano-Kabul non stop" allestita in Galleria Vittorio Emanuele e con due libri collettivi usciti nel 2007: "Respiro del Mondo 5 Afghanistan, Kabul", edito da C.I.A.K onlus ed in vendita per beneficenza e "KM5072, Milano-Kabul no stop" edito dal comune di Milano.
Nell’ Ottobre 2007 viene selezionata per "Focus on Monferrato Masterclass", una iniziativa della Regione Piemonte che consiste nell’assegnare 12 giovani fotografi internazionali guidati da Stanley Greene e Kadir van Lohuizen a documentare i vari aspetti di questa zona. Ciò rafforza ancora di più la decisione presa; quindi si trasferisce a New York per frequentare ulteriori corsi presso l' ICP e l'agenzia VII.
Il 2007 si conclude con la vincita del prestigioso “Premio Canon Giovani Fotografi” con il progetto “Welcome to Compton”, un reportage sulla violenza e il degrado in questo distretto della dittà di Los Angeles.
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